Come Coltivare il Cartamo

Il cartamo è una pianta nota e molto apprezzata soprattutto in agricoltura biologica, in merito all’olio di ottima qualità che fornisce e alla struttura del suo apparato radicale, in grado di migliorare le caratteristiche del terreno. Risulta essere molto robusta e riesce a resistere bene alla mancanza di acqua, proprio grazie alle radici, che si sviluppano in profondità.

Coltivare il cartamo è di sicuro vantaggio a livello professionale in un programma di rotazione agricola, tuttavia la pianta può essere inserita anche in un piccolo orto casalingo o in giardino, sia per il piacevole effetto decorativo dei fiori che per l’utilizzo come spezia in cucina.

La radice del cartamo può raggiungere 4 o 5 metri di profondità, il fusto arriva ad un’altezza massima di quasi due metri, e verso l’inizio della fioritura le foglie diventano spinose. I fiori sono costituiti da infiorescenze riunite in gruppi, il cui colore può variare dal giallo, all’arancione, al rosso.

La coltivazione del cartamo non richiede attenzioni particolari, visto che è una pianta piuttosto rustica, occorre però tenere conto che non resiste molto alle basse temperature. Il clima ideale è temperato, con una media di 25 gradi, per ottenere una buona fioritura e uno sviluppo corretto della pianta le temperature non dovrebbero mai scendere sotto i 15 gradi. Con temperature inferiori ai 7 o 8 gradi la pianta non riesce a resistere.

Per quanto riguarda il terreno, la pianta non ha esigenze particolari, e si adatta anche ad un terreno argilloso, è comunque importante che non siano presenti ristagni d’acqua. In agricoltura, il terreno deve essere arato e concimato prima della semina. Come la maggioranza delle piante aromatiche, deve essere esposta in piena luce.

La coltivazione in vaso non è consigliata a causa delle radici che si estendono in profondità. Si può comunque provare, utilizzando vasi molto alti, interrando i semi verso la tarda primavera e gestendo bene l’esposizione, in una zona ventilata ed esposta al sole.

Dopo avere raccolto i fiori, occorre attendere che i pistilli siano completamente seccati, per poi polverizzarli, utilizzando eventualmente un robot da cucina, e impiegarli in cucina come il normale zafferano. Dopo la fioritura, il cartamo produce una capsula contenente i semi, da conservare per provvedere di nuova alla semina nella stagione successiva.

Il cartamo è una coltivazione a ciclo primaverile, in agricoltura viene seminato tra gennaio e febbraio, in file situate ad una distanza di circa 40 o 50 cm una dall’altra. Nelle regioni calde, può essere seminata anche in autunno, mantenendo il terreno coperto nel periodo invernale.

Le piante infestanti vengono trattate con sarchiatrici e altri sistemi meccanici, non è comunque una coltura molto soggetta a questo problema, e di solito non richiede acqua, visto che le radici provvedono a reperire l’acqua in profondità. Solo in caso di una lunga siccità diviene opportuno provvedere all’irrigazione.

Per la coltivazione in orto, i semi devono essere interrati a gruppi di 10 o 15, e ad una distanza di 15 o 20 cm da un gruppo all’altro, in solchi scavati precedentemente. Nella coltivazione casalinga, generalmente si utilizzano i fiori, da cogliere e fare essiccare in un ambiente fresco e asciutto.

Il problema più temibile per il cartamo è la ruggine, oltre ad altre patologie di origine fungina. La presenza degli afidi non provoca conseguenze e non richiede alcun trattamento. Sono invece da combattere adeguatamente i ditteri, che si nutrono sia dei fiori che degli acheni, causando una perdita della coltivazione che può arrivare ad oltre la metà.

La raccolta del cartamo avviene in estate, utilizzando una mietitrebbia attrezzata per la raccolta del grano. Il momento ideale della raccolta della raccolta è quando il seme ha conservato una percentuale di umidità pari a circa il 10%.

L’olio di cartamo è ricco di acido oleico e linoleico in percentuali simili all’olio di oliva e contiene importanti vitamine. Oltre ai semi, sono molto apprezzati i fiori del cartamo che, una volta completamente secchi, assumono un colore rosso intenso, e possono essere utilizzati tranquillamente al posto dello zafferano.

Il pigmento contenuto nei fiori di cartamo viene utilizzato anche per tingere i tessuti, il colore può essere giallo o rosso in relazione ai diversi procedimenti con cui viene effettuata la tintura.

La presenza del cartamo in cucina è legata soprattutto alla sua similitudine con lo zafferano, anche se molto meno costoso di questo, e quindi facilmente accessibile. L’uso costante e quotidiano dell’olio di cartamo come condimento offre eccellenti risultati per quanto riguarda il gusto delle pietanze.

Anche i semi tostati risultano particolarmente gustosi. Chi non dispone di attrezzature agricole può ovviamente ricorrere all’olio di cartamo biologico, facilmente reperibile in commercio.