Come Coltivare Il Plumbago

In questa guida spieghiamo come coltivare il plumbago.

Il plumbago è una pianta sempreverde originaria dell’Africa, a carattere perenne o annuale e a portamento rampicante, conosciuta anche con il nome di piombaggine o gelsomino azzurro. In natura si presenta come un arbusto dall’aspetto variabile, che raggiunge anche 4 metri di altezza, se coltivata permette di essere legata ad appositi sostegni e mantenuta compatta con una potatura regolare, ottenendo un piacevole e armonioso effetto decorativo. Le foglie sono piccole, ovali, di colore verde chiaro, dall’inizio dell’estate fino alla fine dell’autunno la pianta produce una ricca infiorescenza di colore azzurro intenso o, in alcune varietà, bianco, dalla conformazione a ombrello, per questo motivo viene spesso utilizzata per la realizzazione di aiuole decorative o come rampicante. Il plumbago è molto apprezzato per le sue doti di resistenza e per la ricchezza e la colorazione dei fiori. Necessita però di un’accurata e regolare potatura e di un’adeguata protezione nei confronti delle basse temperature.

Coltivare il plumbago è semplice, un certo riguardo deve essere però riservato ad un’adeguata protezione nei confronti delle basse temperature, e a concimare regolarmente la pianta per favorire la crescita e la fioritura. La posizione migliore è a mezza ombra con alcune ore di sole, il terreno deve essere drenato bene e preferibilmente a pH neutro. Trattandosi di una pianta rustica, sopporta bene le escursioni termiche, ma è meglio non esporla a temperature inferiori allo zero, nelle zone più fredde si consiglia di coltivarla in vaso, così da poterla trasferire in serra o in un ambiente riparato durante l’inverno. La pianta gradisce la luce, l’ombra eccessiva provoca una carenza di fiori, ma potrebbe soffrire l’eccesso di caldo, l’ideale è posizionarla in maniera tale che riceva il sole la mattina e nel pomeriggio inoltrato. Il terreno più adatto è sabbioso e lievemente acido, costituito da terriccio per piante fiorite, sabbia di fiume e compost naturale. Se viene coltivata in giardino, occorre verificare che il terreno non sia argilloso, in questo caso deve essere sostituito o mescolato a sabbia. Risulta essere opportuno predisporre uno strato drenante di materiale espanso o lapilli, se coltivata in vaso i fori di drenaggio devono essere ampi e puliti.

Il plumbago è una pianta resistente, tuttavia riesce a svilupparsi pienamente nelle zone dove la temperatura non scende sotto i 6 gradi, come le regioni nel sud dell’Italia. Dove il clima è più freddo, si consiglia di coltivarlo in vaso, e nei mesi invernali di potare i fusti e proteggerli adeguatamente con un telo, se la temperatura scende appena sotto lo zero, i vasi possono essere lasciati all’aperto, in un luogo riparato ed esposto a sud, nelle regioni settentrionali e nelle zone montane è consigliabile ritirare le piante in serra o in casa, in ambiente non riscaldato. Devono essere evitati accuratamente i ristagni d’acqua, predisponendo un substrato che favorisca il drenaggio e, se necessario, sospendendo l’irrigazione.

Il plumbago richiede annaffiature regolari soprattutto nei mesi caldi da effettuarsi la mattina presto o la sera, e comunque ogni volta in cui si noti il terreno asciutto. Dall’inizio della primavera e per tutta l’estate, fino all’autunno inoltrato, si consiglia di aggiungere all’acqua dell’irrigazione un concime liquido per piante fiorite. La pianta può sopportare brevi periodi di siccità, ma offre il meglio se idratata bene, evitando ristagni d’acqua, in estate potrebbe essere necessaria un’irrigazione quotidiana, in inverno l’intervallo può prolungarsi anche di 15 giorni, in relazione al clima. Nelle giornate molto calde, le piante prive di fiori possono essere vaporizzate anche durante il giorno, per evitare problemi di clorosi è preferibile utilizzare acqua demineralizzata. La potatura deve essere effettuata ogni anno per contenere lo sviluppo della pianta, stimolarne la crescita e riordinarne la forma. Dopo la fioritura, in primavera o in autunno, si può procedere con forbici ben affilate e pulite a tagliare tutti i fusti ad un’altezza di circa 30 centimetri. Se la pianta è coltivata come rampicante, è necessario eliminare tutti i rami secondari e una parte di quelli principali, selezionando i più vecchi. Una precauzione importante è anche quella di eliminare regolarmente i fiori appassiti.

A partire dalla primavera e per tutta l’estate è possibile moltiplicare la pianta tramite talea, da interrare in un misto di sabbia e torba per favorire la radicazione, le piantine possono essere messe a dimora nella primavera successiva. La radicazione si velocizza mantenendo una temperatura media di 25 gradi e una buona percentuale di umidità: in questo modo le radici si formeranno in una trentina di giorni, con possibilità di trasferire le talee nei vasi con il terreno definitivo.

Il plumbago è un arbusto resistente, i pochi problemi di cui può soffrire sono la clorosi fogliare causata da acqua calcarea o terreno non idoneo. Raramente viene attaccata da cocciniglie o afidi, e comunque di solito non richiede un intervento.

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