Come Coltivare la Zucca Spinosa

In questa guida spieghiamo come coltivare la zucca spinosa.

La zucca è un elemento importante della cucina italiana, soprattutto nella sua stagionalità, ossia tra l’autunno e l’inverno. Nonostante, però, siamo ormai abituati a vederla nella sua forma più classica e nelle sgargianti tonalità dell’arancio, non esiste un solo tipo di zucca. In questa guida, per esempio, vogliamo parlarvi della zucca spinosa che nulla sembra avere in comune, almeno esteticamente, con quelle più comuni. Iniziamo con il dire che questo tipo di zucca ha vari nomi tra cui zucca centenaria, zucchetta messicana, zucchina spinosa, lingua di lupo, melanzana spinosa, melanzana americana, chayote o patata spinosa.

come coltivarela zucca spinosa

Qualunque sia il nome che decidete di utilizzare per denominarle, esiste un solo modo per coltivarle con successo. Prima di addentrarci nei misteri dell’agricoltura, almeno per chi è alle prime armi, bisogna fare riferimento a alcune notizie su questo prodotto particolare. Dunque, la zucca spinosa è originaria del Sud America e viene coltivata con più facilità nelle zone costiere e sulle isole. I suoi frutti hanno una forma ovoidale e possono raggiungere la lunghezza di 15 cm. Per quanto riguarda la colorazione, poi, varia secondo la sua maturazione. Per questo è possibile trovarne alcune verde scuro, quando il frutto è ancora acerbo, e altre giallognole, quando ormai il chayote è maturo.

Se, a questo punto, vi siete incuriositi, è il momento di andare a vedere nel dettaglio come risulta essere possibile coltivare la zucca centenaria. Come primo passo è necessario procurarsi un frutto non trattato. Questo, non appena avrà emesso il germoglio, dovrà essere interrato per metà. Viste le sue origini sud americane, il periodo migliore per avviare una coltivazione di questo tipo coincide con l’arrivo dei primi caldi, ossia con la primavera. Un’attenzione particolare va prestata all’innaffiatura. Questa, infatti, deve avvenire raramente per evitare che il seme produca muffa. Inoltre, per evitare i ristagni idrici che potrebbero essere causati dalle ultime piogge primaverili, è consigliabile piantare il seme in un vaso per il periodo della germinazione. La messa a dimora, deve avvenire quando la pianta ha raggiunto i 30 o 40 cm.

Da questo particolare, inoltre, si deduce che la pianta avrà bisogno di sostegni appositi, visto che può raggiungere anche dieci metri di estensione. Per quanto riguarda le proprietà del terreno, poi, si consiglia di sceglierne un ricco di sostanze organiche. In caso contrario è necessario concimare con stallatico. Nel momento in cui la pianta sarà diventata adulta, l’irrigazione dovrà avvenire frequentemente. Il momento più emozionante e interessante è, ovviamente, la fioritura, che inizia durante l’estate. I frutti, invece, possono essere raccolti tra ottobre e novembre. A questo punto, tenendo conto che si tratta sempre di una pianta proveniente dell’America del sud, potrebbe disseccarsi con i primi freddi. Parte della radice torna a germogliare nuovamente in primavera per poi fare nuovi frutti. Questo processo si ripete stagione dopo stagione anche per molti anni.

A questo punto, considerata la possibilità di coltivare la zucca spinosa senza troppe difficoltà, vediamo come risulta essere possibile impiegarla nella nostra cucina. Iniziamo con il chiarire che il chayote è commestibile, comprese le sue foglie e le radici. Queste, al termine della stagione primaverile, possono perfino essere trattate come se fossero degli asparagi. Per quanto riguarda il chayote, invece, questo è utilizzato più o meno come se fossero delle zucchine. Il che vuol dire che possono essere fritte, stufate, bollite, cotte al vapore o condite come una classica insalata. Il sapore di questa zucca, come quella più classica, è dolciastro. Questo particolare la rende adatta a più preparazioni, dalla carne ai dolci. Un ultimo accorgimento. Quando pulite le zucchine spinose ricordate di indossare sempre dei guanti, visto che il frutto è ricco di una sostanza che potrebbe dare fastidio al tatto.

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