Come Coltivare l’Acetosella – Guida

In questa guida spieghiamo come coltivare l’acetosella.

L’acetosella è un’erba spontanea, diffusa soprattutto in campagna e nelle zone boschive, dall’aspetto delicato e dall’aroma intenso, ed è molto apprezzata sia come pianta ornamentale che come ingrediente in cucina. La caratteristica conformazione a cuore delle foglie la rende ideale anche per la creazione di bouquet da offrire in dono in un’occasione romantica, oltre che per il piacevole effetto decorativo, nel giardino, nell’orto o sul terrazzo. Coltivare l’acetosella è abbastanza facile, e può avvenire sia in vaso, come pianta decorativa, che in previsione di un utilizzo in cucina. Viene comunemente chiamata anche con il nome di trifoglio dormiente per la sua particolarità di chiudere le foglie verso il basso, soprattutto durante la pioggia.

L’acetosella è una pianta spontanea di piccole dimensioni, raramente supera i 10 o 12 centimetri di altezza, con un aspetto che ricorda quello del trifoglio, foglie a forma di cuore e piccoli fiori bianchi o rosati. Si sviluppa  ovunque, soprattutto dove vi siano zone di sottobosco, ambienti umidi e cespugli, ed è utilizzata anche per decorare le aiuole e i vasi da balcone.

Il caratteristico aroma, che ricorda quello del limone, la rende molto gradita anche in cucina, nelle insalate o nei piatti ricchi e saporiti. L’acetosella predilige un clima fresco e lievemente umido, e una posizione ombreggiata, nei sottoboschi e sotto la chioma degli alberi. Risulta essere una pianta perenne e riesce a resistere bene al freddo dell’autunno, ma è difficile che resista alle gelate molto forti. Il terreno ideale per mettere a dimora l’acetosella è umido, morbido e con un ottimo drenaggio, anche se può adattarsi facilmente anche ad un altro tipo di ambiente. Non necessita di eccessiva irrigazione, soprattutto in primavera e in autunno, periodi in cui, se la pianta si trova in giardino, possono bastare le precipitazioni atmosferiche naturali, mentre nei periodi più caldi è consigliabile un’irrigazione quotidiana, meglio se nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto. Per nutrire adeguatamente il terreno, e favorire lo sviluppo delle piantine, è ideale una concimazione organica, utilizzando fertilizzanti già pronti o compost.

Spontanea nei prati e nei boschi, l’acetosella può essere coltivata anche in vaso e in giardino, o eventualmente nell’orto, soprattutto se si desidera utilizzarla in cucina. Nel caso di coltivazione in vaso, è opportuno predisporre l’ambiente ideale con la massima attenzione, il fondo del vaso deve essere coperto di ghiaia, per favorire il drenaggio dell’acqua ed evitare problemi alle radici, e successivamente riempito con un terriccio soffice e poroso, ricco di sostanze nutrienti e di compost. Se la coltivazione avviene in giardino, è possibile seguire le rotazioni stagionali delle colture, e scegliere un terreno umido, azotato e povero di calcio.

La coltivazione può avvenire per semina, anche se il metodo più diffuso è quello della moltiplicazione dei cespi, grazie alla facilità con cui le radici della pianta riescono ad attecchire, per la semina, è opportuno operare in primavera, mentre per la moltiplicazione è preferibile l’estate, epoca in cui i cespi raggiungono il massimo sviluppo. Oltre alla pulizia dalle erbacce, l’acetosella non necessita di una particolare manutenzione, le uniche precauzioni sono quelle di diradare periodicamente i cespi, che in estate tendono a svilupparsi in maniera notevole, e di controllare l’eventuale sviluppo di muffe e funghi, evitando inoltre di irrigare eccessivamente la pianta.

Per seminare l’acetosella è sufficiente predisporre una serie di solchi profondi circa un centimetro, dove collocare i semi, a gruppi di 2 o 3 e ad una distanza di una ventina di centimetri, per poi ricoprirli con un sottile strato di terra. Sia la semina che la messa a dimora delle piantine può avvenire in primavera, mentre per la moltiplicazione delle piante già sviluppate è necessario attendere l’estate. Per l’utilizzo in cucina, l’acetosella si raccoglie tutta estate e, per mantenere intatti il gusto e le proprietà benefiche e nutritive, deve essere consumata fresca.

Grazie al suo gradevole saporem che ricorda il gusto aspro del limone, l’acetosella è ideale nelle insalate, o per aggiungere una nota aromatica ad arrosti, zuppe, salse e stufati. La pianta offre benefici effetti depurativi e diuretici, ed è ideale per la preparazione di infusi e decotti rinfrescanti. Con le foglie bollite in acqua si ottiene anche una bevanda dal gusto piacevole, simile a limonata. In passato l’acetosella era utilizzata per la pulizia dei metalli sotto forma di sale di acetosa, un composto preparato dai droghieri. Viene utilizzata tuttora, a livello industriale, come sbiancante per i tessuti, disincrostante da ruggine e calcare e mordente per inchiostri e vernici.

Coltivare l’acetosella è quindi semplice.

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