Come Coltivare l’Agrifoglio – Guida

In questa guida spieghiamo come coltivare l’agrifoglio

L’agrifoglio è un arbusto di origine europea molto diffuso e coltivato in tutto il mondo. Risulta essere una pianta rustica e molto resistente, dura per decine di anni e conta centinaia di specie diverse, oltre ad un grande numero di ibridi. In natura, dove l’ambiente è favorevole, l’agrifoglio può raggiungere un’altezza di quasi venti metri, coltivato per motivi ornamentali si presenta in forma arbustosa, e raramente arriva ai quattro o cinque metri. Risulta essere una pianta dioica, ovvero con entrambi i fiori maschili e femminili, e la sua caratteristica principale sono le foglie, di colore verde lucido e brillante, dotate di spine. In autunno, le piante di agrifoglio si coprono dei tipici frutti rosso arancio, la cui tonalità e dimensione varia in relazione alla specie. Viene considerata una pianta sempreverde, ma in realtà la caduta delle foglie avviene, anche se con un ritmo molto lento, tanto da non essere notata.

In genere l’agrifoglio predilige una posizione parzialmente ombreggiata, evitando l’esposizione diretta alla luce del sole, specialmente nelle regioni dove il clima è più caldo e arido. Al contrario, dove la temperatura è tendenzialmente fredda, la pianta può essere esposta ai raggi del sole. In ogni caso, si tratta di un arbusto resistente e versatile, in grado di acclimatarsi facilmente e di sopportare sia il caldo che il clima rigido. Riesce a tollerare anche le gelate, perdendo forza solo temporaneamente, e riprendendosi con rapidità. Tuttavia, nel caso di inverni molto freddi o escursioni termiche notevoli, la soluzione ideale è quella di coltivare l’agrifoglio in vaso. Il terreno più adatto per l’agrifoglio è lievemente acido, di qualsiasi tipo purché non argilloso e mai troppo basico. L’ideale è preparare un misto di torba, terriccio e concime organico.

Per favorire lo sviluppo e mantenere l’agrifoglio in buono stato si consiglia una concimazione regolare, da variare in relazione alla stagione. In primavera, per stimolare la fioritura, è utile un concime liquido, ricco di azoto e potassio. Nel periodo invernale è invece preferibile un concime organico da mescolare al terreno. La pianta non richiede un’irrigazione frequente, se coltivata in giardino, è sufficiente bagnare il terreno ogni 15 o 20 giorni, mentre l’agrifoglio coltivato in vaso necessita di un’irrigazione più frequente, mediamente ogni 10 o 15 giorni.

L’agrifoglio può essere messo a dimora verso la fine dell’inverno, preparando adeguatamente il terreno con una dose abbondante di concime naturale. Se la piantina viene interrata in vaso, e non è raggiunta dalla pioggia, è necessaria una periodica irrigazione. La riproduzione dell’agrifoglio avviene prevalentemente per talea, o tramite il metodo della margotta, che consiste nel fare radicare un ramo ancora unito alla pianta madre. Tuttavia, la riproduzione per talea viene considerata la migliore. La stagione adatta è la primavera, la talea prelevata dalla pianta già sviluppata deve essere messa a dimora provvisoriamente in un contenitore con terriccio arricchito da concime organico, per favorire il processo di radicazione.

Per chi non dispone di un giardino o di uno spazio verde, l’agrifoglio può essere coltivato in vaso, utilizzando un contenitore di grandi dimensioni, meglio se in coccio o in pietra, da riempire con uno strato di argilla espansa sul fondo per favorire il drenaggio, e con terriccio di qualità eccellente. La coltivazione in vaso è una scelta soggettiva, e non determinata dalla necessità di ritirare la pianta durante l’inverno, l’agrifoglio sopporta piuttosto bene sia il caldo che le basse temperature e, se coltivato in vaso, non richiede di essere trasferito in casa o in serra durante la stagione invernale.

L’agrifoglio inizia a fiorire a fine estate e prosegue per tutto l’autunno, producendo piccoli fiori di colore bianco riuniti a gruppi. La pianta non necessita di una potatura intensiva, in quanto la crescita è piuttosto lenta. Gli unici interventi di potatura, ridotti al minimo, sono necessari per mantenerne la forma simmetrica e regolare. Generalmente sono più che sufficienti due volte l’anno, all’inizio della stagione estiva e poco prima dell’autunno.

La pianta dell’agrifoglio è piuttosto soggetta ad alcuni problemi, tra cui la ruggine, un fungo riconoscibile dalle macchie gialle e rossastre che compaiono sulle foglie, e la cocciniglia, un parassita che si nutre della linfa. La ruggine può provocare la caduta precoce delle foglie, e deve essere trattata immediatamente con un fungicida specifico. La cocciniglia provoca l’inaridimento delle foglie e successivamente dei rami e di tutta la pianta, per contrastarla occorre somministrare un prodotto antibiotico apposito.

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