Come Concimare il Pesco

In questa guida spieghiamo come concimare il pesco.

A differenza di altre piante da frutto, il pesco richiede una concimazione organizzata in modo particolarmente razionale e metodico per fare in modo che i suoi livelli di fruttificazione possano svilupparsi al massimo delle potenzialità. Per questo motivo, dunque, se avete intenzione di piantare uno o più esemplari di questo albero, è bene sapere esattamente che tipo di interventi è opportuno praticare sulla pianta, oltre che le tempistiche esatte.

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Iniziamo con il precisare, dunque, che, nel caso ci si trovi davanti a un giovane esemplare di pesco ancora da mettere a dimora, la concimazione rappresenta un passo fondamentale. In questa fase iniziale, infatti, potrebbe essere difficile per la pianta usufruire di tutti gli elementi nutrienti utili, se non addirittura fondamentali, per farla attecchire nel migliore dei modi.

Detto questo, dunque, vediamo esattamente le fasi da portare a termine per avere un successo assicurato. Per prima cosa, una volta scavata la buca nella quale inserire la pianta con tutto il suo panetto di terra, si deve spargere sul fondo una certa quantità di concime organico come lo stallatico o il letame maturo. Prima di iniziare l’operazione, però, bisogna tenere in considerazione un particolare, queste sostanze non devono mai entrare a diretto contatto con le radici, visto che potrebbero bruciarle irrimediabilmente. Per questo motivo, dunque, è fondamentale inserire tra i due elementi del semplice terriccio. Una volta messo a dimora nel migliore dei modi, il pesco inizia il suo processo di produzione in tempi molto più brevi rispetto a altre piante da frutto come, per esempio, il melo o il pero. Questo significa, dunque, che ha bisogno di trovare a sua disposizione tutti gli elementi necessari per crescere al meglio delle sue possibilità.

Risulta essere proprio per questo motivo che, calendario alla mano, è necessario concimare il pero nei due periodi dell’anno più critici, ossia l’arrivo della primavera e l’estate. In particolare, nel momento in cui la pianta si risveglia dopo il lungo inverno, si deve fornire una grande quantità di azoto, unitamente anche a fosforo e potassio. Così facendo, infatti, il pesco avrà la possibilità di attingere agli elementi nutrienti necessari per fare crescere la sua struttura solidamente, oltre che per renderlo ricco di rami e foglie, utili anche per garantire una buona fruttificazione. Per quanto riguarda, nello specifico, l’utilizzo dell’azoto, questo è particolarmente importante nel periodo tra la fioritura e l’indurimento del nocciolo. Per questo motivo è opportuno concimare il pesco nel periodo autunnale con concimi azotati a lenta cessione, mentre in primavera si può intervenire con composti caratterizzati da azoto disponibile in modo immediato. Nel primo caso ci troviamo davanti a dei prodotti che, anche se di lento assorbimento, non vengono facilmente eliminati dalle piogge. Nel secondo caso, invece, il nutriente è assorbito immediatamente ma, allo stesso tempo, potrebbe essere eliminato da piogge abbondanti. Per questo motivo, dunque, è fondamentale applicarli tenendo in conto delle condizioni stagionali.

Stabilito questo, comunque, è bene considerare che una concimazione efficace è caratterizzata sempre dalle giuste proporzioni. Il che non significa eccedere con l’introduzione di un singolo elemento. Per quanto riguarda l’azoto, infatti, se assorbito in eccedenza, può portare a uno sviluppo eccessivo della struttura vegetativa andando a limitare, invece, l’aspetto produttivo. Per questo motivo, dunque, una volta che si sono formati i frutti, non si dovrà più intervenire con delle basi azotate ma è il caso di utilizzare fosforo e potassio. Per quanto riguarda il fosforo, in particolare, contribuisce a migliorare le caratteristiche organolettiche del frutto, agendo soprattutto sulla qualità e la consistenza. Anche in questo caso, però, è vietato esagerare, visto che il terreno è spesso ricco di fosforo in modo del tutto naturale. Non meno importante è il potassio. Questo elemento, infatti, contribuisce alla formazione di frutti grandi, dal colore acceso e, soprattutto, dal gusto intenso.

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