Serra – Modelli, Opinioni e Prezzi

In questa guida spieghiamo come scegliere la migliore serra.

La serra è un ambiente nel quale sono conservate e allevate colture varie per sottrarle ad andamenti climatici avversi o per ottenere produzioni fuori tempo (primizie). La serra è un ambiente artificiale che permette, attraverso sistemi di riscaldamento e di autoregolazione della temperatura e dell’umidità, di coltivare in ogni stagione piante di caratteristiche climatiche diverse.

Storia

Le colture protette hanno radici molto lontane nella storia. Alcune testimonianze rinvenute fanno risalire al tempo degli antichi romani i primi tentativi di coltivazione in ambiente protetto. Già Plinio il Vecchio nei suoi scritti racconta che l’imperatore Tiberio era solito mangiare un frutto simile al cetriolo e che i suoi giardinieri per riuscire a garantire un approvvigionamento ininterrotto nel corso dell’intero anno, avevano studiato sistemi che per certi aspetti ricordano le serre da noi conosciute.
Tuttavia si dovrà aspettare ancora diversi secoli per trovare serre più simili alla concezione moderna. Risalgono infatti al XIII sec le prime semplici strutture definibili “serre”, costruite in Italia per ospitare le piante portate da vari esploratori e provenienti prevalentemente da regioni esotiche.
Da qui poi in breve tempo le prime serre furono costruite in Olanda e Gran Bretagna. Nel XVI sec in Inghilterra si trovano le prime testimonianze della realizzazione di orangerie, particolari serre che come suggerisce il nome erano usate per allevare piante di agrumi; nel secolo successivo divennero di gran moda ovunque in Europa. Queste strutture erano realizzate con ampie finestre in vetro sul lato a Sud per permette l’ingresso della luce; durante l’inverno piccole stufe erano usate per riscaldare l’ambiante interno. Allo stesso periodo fanno riferimento i primi esperimenti miranti alla conservazione dell’energia, all’apporto di nutrienti, di calore e addirittura di anidride carbonica.
A partire dal XVII sec grazie al miglioramento dei materiali e delle tecniche costruttive furono realizzate serre con strutture di notevoli dimensioni, quali ad esempio quelle presenti all’interno dei Royal Botanical Gardens di Kew a Londra.
Nonostante i notevoli sviluppi avuti fin qui, il vero momento di discontinuità si ebbe però con il XX secolo quando si fecero enormi passi avanti sulle tecniche e conoscenze riguardanti i sistemi di riscaldamento, irrigazione, fertilizzazione in serra e le materie plastiche fecero il loro ingresso massiccio anche in questo settore, cambiandolo radicalmente.

Dopo la II Guerra Mondiale con la diffusione delle materie plastiche è cominciata la costruzione anche di serre con questo tipo di coperture. Le coperture con materiale plastico hanno riscosso fin dalla loro introduzione sul mercato un grande successo poiché sono risultate notevolmente più economiche rispetto al vetro e più facile l’esecuzione dei lavori di messa in opera, tanto che spesso possono essere costruite dall’agricoltore stesso. Risulta quindi necessario rivedere alla luce di queste considerazioni la definizione classica di “serra”. In dipendenza di condizioni climatiche differenti e disponibilità di risorse altrettanto diverse non ci sono serre con una struttura ed un design universalmente diffuse; ma queste sono spesso adattate alle esigenze e disponibilità locali. Così aree con condizioni climatiche anche molto simili presentano di frequente strutture molto differenti tra loro. Le serre più semplici sono i tunnel. Questi nonostante la loro notevole variabilità di forme e dimensioni sono costruiti essenzialmente sempre dagli stessi materiali ossia da ferro o legno per le strutture di sostegno e da film plastici per la copertura. Queste strutture sono sempre semplici dal punto di vista costruttivo e nella quasi totalità dei casi sono passive nel senso che non prevedono un controllo dei parametri climatici interni.
Una delle tipologie maggiormente diffuse in ambiante mediterraneo è quella dei tunnel con struttura ad arco metallico e copertura con film plastico. In genere i tunnel sono strutture all’interno delle quali è possibile il passaggio degli operatori e spesso anche dei mezzi meccanici e sono dotati di semplici aperture sui lati ottenute tramite arrotolamento del film di copertura o tramite soluzioni più complesse. Questo permette almeno parzialmente di evitare temperature e livelli di umidità eccessivi. I vantaggi maggiori di questa tipologia di strutture è sicuramente la loro semplicità ed economicità che le rende adatte specialmente a colture di basso reddito e in quelle situazioni dove non si disponga di grandi capitali iniziali da poter investire. Altra peculiarità è sicuramente la possibilità di smontare la struttura e muoverla su un altro appezzamento di terreno, caratteristica che in alcuni casi può rappresentare un vantaggio.
Le serre vere e proprie sono invece costruzioni fisse dotate di una componente strutturale più importante rispetto ai tunnel. Non è possibile descrivere una serra tipo in quanto ne esistono numerosissime varianti; si passa infatti da semplici costruzioni realizzate con materiali e tecniche locali a notevolmente complesse di tipo industriale, altamente meccanizzate con numerosi sistemi al loro interno. Classificare le serre diventa perciò un’operazione complessa in quanto le variabili in gioco sono molte, ma tra queste quelle che risultano più importanti sono essenzialmente tre, ossia: le caratteristiche della costruzione, il materiale di copertura e i materiali della struttura portante. I materiali più usati per le parti strutturali sono il legno, l’acciaio e l’alluminio che si è andato sempre più diffondendo negli ultimi tempi. Il tipo di materiale usato per realizzare la struttura determina ovviamente la geometria e l’altezza massima dal momento che l’uso di materiali differenti porta ad una diversa capacità di resistere ai carichi. Le serre più alte (con altezze superiori ai 5 m) in grado di resistere quindi ai grandi carichi determinati principalmente dal vento, sono state sviluppate grazie all’impiego di materiali più resistenti.

Caratteristiche

Per mezzo della serra, l’orticoltore e il floricoltore, ottengono uno sfasamento del ciclo colturale costringendo le piante a vegetare più rapidamente rispetto alla normalità e ad anticipare la produzione. Le serre fisse, caratterizzate dall’alto costo di installazione, sono adatte soprattutto alla coltura floricola, in vaso e in cassone. Sono generalmente costituite da strutture murarie e da telai in ferro con copertura in lastre di vetro. Particolari serre fisse sono quelle destinate alla coltura idroponica. Le serre mobili, largamente diffuse in orticoltura, consentono lo smontaggio, intero o parziale, e lo spostamento su terreni diversi. Le serre, quasi sempre non riscaldate, sono realizzate in legno e in ferro o in profilati metallici e coperte con vetri, materiali plastici o fibra di vetro. I tipi più economici hanno armature in legno grezzo e copertura in laminato plastico.

L’utilizzazione di queste serre è limitata al periodo invernale, in quanto con la buona stagione le colture proseguono lo sviluppo all’aperto. Le serre calde, generalmente fisse, sono provviste di impianti di riscaldamento di vario tipo (a termosifone, ad aria calda, a raggi infrarossi, ecc.). Comprendono le serre ca/de propriamente dette, con temperature non inferiori a 20 °C, e le serre temperare, con temperature comprese tra 10-20°C. Le serre fredde mantengono una temperatura interna superiore a quella esterna, sufficiente a sottrarre le colture ai rigori invernali. La differenza media di temperatura oscilla tra un minimo di 2-3 °C nelle notti più fredde a un massimo di 10-15 °C. Queste serre sono indicate per ortaggi (fagiolini, cetrioli, meloni, melanzane, zucchine, pomodori da mensa, ecc.) e per alcune specie da fiore di gran coltura (garofani, rose). Altre serre fredde sono i tepidari, molto illuminati, per il ricovero di piante varie, e le aranciere o limoniere, locali coperti con ampie finestre aperte a mezzogiorno, per il ricovero invernale di agrumi e piante ornamentali. In queste serre la temperatura non deve scendere mai al di sotto dello 0°C.

Come Scegliere una Serra

La serra è un ambiente circoscritto creato artificialmente dall’uomo, che ha l’intento di produrre clima e habitat adatti alle piante e ai fiori che si desiderano coltivare all’interno. Si tratta di produrre tutte le condizioni favorevoli per la crescita e la vita degli esseri vegetali da coltivare: in Nord Europa, tramite una serra riscaldata, si potrà ad esempio far crescere piante del clima tropicale, così come sarà possibile, tramite una serra refrigerata, ricreare un habitat freddo. Come è strutturata una serra? La caratteristica principale è quella di avere pareti e tetto trasparente, per far filtrare la luce, e un basamento in muratura. Il telaio della struttura può essere in ferro, in legno, in muratura o in alluminio.

Il tetto è di solito a spiovente, da uno o da tutti e due i lati, e presenta delle finestre ad apertura verso l’esterno, per favorire l’areazione. In genere all’interno di una serra si trova, nella parte centrale, un banco da lavoro con due banchetti laterali da appoggio. Elemento fondamentale per il corretto funzionamento, è l’orientamento dell’ambiente, che deve essere allineato all’asse est-ovest, per permettere l’assorbimento della maggior quantità di luce possibile. Il calore e i raggi solari vengono assorbiti dalle piante e dal rivestimento della struttura e rimangono imprigionati nella parte interna. Si crea così l’ “effetto-serra”, che provoca un sostanziale aumento della temperatura. Esistono varie tipologie di serra, suddivise a seconda del calore che raggiungono e secondo altri fattori, come la luce e il livello di umidità, tutti elementi regolabili e variabili.Esistono molti elementi per suddividere le serre e di conseguenza molti criteri di classificazione. Vediamone alcuni
Indirizzo colturale
-Serre di propagazione o moltiplicazione, che vengono impiegate per radicare piante da fiore e da frutto.
-Serre di forzatura o coltivazione, che sono usate per coltivare piante da foglia e da fiore.
-Serre per colture ordinarie, che contengono piante da orto.
Numero delle campate
-Serre singole o isolate, che presentano un’unica campata.
-Serre doppie o gemellate, con una struttura a campata doppia, senza alcuna parete divisoria.
-Serre multiple, ovvero a batteria.
Possibilità di spostamento
-Serre fisse, generalmente costruite in cemento, acciaio, ferro, legno, vetro, PVC, PE.
-Serre mobili, con una struttura facilmente smontabile.
-Serre scorrevoli, molto facili da trasportare, ma ancora in fase di studio.
Substrato utilizzato
-Serre normali, nelle quali è impiegata la comune terra per coltivare le piante.
-Serre idroponiche, in cui è invece presente un substrato poroso, inerte e sterile. La nutrizione delle piante avviene tramite una soluzione nutritiva che viene in precedenza preparata e che va ad attraversare il substrato. Sono impiegati nelle serre idroponiche, ad esempio perlite, vermiculite, lapillo lavico, pietra pomice.
Presenza e tipologia di impianto di climatizzazione
-Serre fredde, che non hanno impianto di climatizzazione.
-Serre temperate, che sono in grado, di notte, di mantenere la temperatura intorno ai 10-14°C.
-Serre calde che di notte mantengono temperature di 16 o 20 gradi.

Materiali
Per quanto riguarda i materiali di copertura, il vetro tradizionalmente usato fin dalla realizzazione delle prime serre riveste ancora oggi un’importanza non trascurabile. Oltre alle tipologie classiche negli ultimi decenni sono apparse sul mercato diverse varianti. Interessanti risultano ad esempio i vetri a doppia parete, nella cui intercapedine viene inserita anidride carbonica o aria secca e che presentano ottime prestazioni ai fini dell’isolamento termico. Altrettanto interessanti appaiono i vetri in grado di schermare la radiazione dell’infrarosso lontano, grazie ad un sottile strato di ossidi metallici deposti sulla faccia esterna per mezzo dei quali è esaltato l’effetto serra.
Tra le materie plastiche quelle flessibili (film plastici), hanno permesso la realizzazione di serre circolari con una migliore performance per quanto concerne la trasmissione della radiazione incidente. Tra questi i tre materiali più ricorrenti sono il polietilene (PE), Il cloruro di polivinile (PVC) e l’etilenvinilacetato (EVA). Vengono estrusi in film sottili dello spessore variabile da 0,05 a 0,20 mm e possono essere incolori o colorati (fotoselettivi).
Ognuno di questi composti presenta caratteristiche diverse. Il PVC ad esempio ha ottime caratteristiche di resa termica tuttavia non si è mai diffuso largamente in Europa a seguito di alcuni suoi difetti. L’EVA presenta caratteristiche variabili a seconda del contenuto percentuale di acetato di vinile che aumenta l’impermeabilità alla radiazione IR lontana, la trasparenza al visibile, la resistenza a rottura e perforazione ma provoca anche elasticità e sensibilità alla dilatazione. A seconda delle caratteristiche desiderate esistono quindi miscele differenti. Il PE infine ha in generale caratteristiche termiche non eccezionali ma garantisce ottima resistenza meccanica e durata, per questo risulta il più diffuso nei nostri areali anche perché meno costoso.
Le materie plastiche per la produzione di lastre rigide sono altrettanto importanti e diversificate. Le più diffuse sono sicuramente il poliestere (UP), il polimetacrilato di metile (PMMA) e il policarbonato (PC). Le lastre di poliestere presentano scarsa trasparenza nel visibile tuttavia i molti aspetti positivi tra cui l’elevata resistenza meccanica, la notevole elasticità e leggerezza e una bassa conducibilità termica hanno reso questo materiale il più utilizzato e conosciuto da anni. Il polimetacrilato ha molte caratteristiche che lo renderebbero un ottimo materiale di copertura, infatti è dotato di elevata trasmittanza alla radiazione solare (addirittura superiore al vetro), ridottissima conducibilità termica, forte resistenza agli agenti atmosferici e leggerezza, ma presenta purtroppo anche scarsa durezza ed elevata suscettibilità alla dilatazione che ne ridimensionano notevolmente il suo valore.

Sistemi di controllo climatico
Le serre vere e proprie possono essere dotate di svariati sistemi tra i quali quelli per il controllo climatico, per l’irrigazione, la fertilizzazione, i trattamenti fitosanitari, l’arricchimento della CO2, la cui complessità come ricordato in precedenza è ovviamente variabile in dipendenza delle esigenze della coltura e delle disponibilità finanziarie. I sistemi interni per il controllo climatico possono essere svariati, comprendendo quelli atti a regolare la temperatura, l’umidità, e la radiazione incidente sulla coltura. Tra questi quello che sicuramente riveste l’importanza maggiore ed è più di frequente presente è il sistema di climatizzazione. Esistono sistemi complessi che garantiscono un controllo costante del regime termico e impianti più semplici, cosiddetti “di soccorso” (talvolta presenti anche nei tunnel), che intervengono invece solo in caso di bisogno evitando blocchi della crescita o addirittura solo alla soglia del danno alla coltura.
Per aumentare la temperatura dell’ambiente interno alla serra è possibile utilizzare varie fonti energetiche quali quelle geotermiche (ove disponibili), eventuali reflui industriali, l’energia solare, o più comunemente i combustibili. Differenti fonti energetiche ovviamente implicano anche forti differenze, negli impianti presenti all’interno della serra, per la distribuzione del calore. Per la riduzione delle temperature invece la tecnica maggiormente diffusa è quella della ventilazione, attraverso un apposito sistema di finestre posizionate sul tetto e/o sulle pareti laterali. La ventilazione permette contemporaneamente alla riduzione degli eccessi di temperatura, l’abbassamento dell’umidità dell’aria e il riequilibrio della concentrazione di CO2, che talvolta all’interno raggiunge livelli troppo bassi per una buona attività fotosintetica della coltura (se non è presente un sistema di arricchimento). Anche le finestre per la ventilazione possono presentare livelli di complessità variabili passando da semplici finestre ‘fatte a mano’ con apertura manuale, ad estremamente complesse e a controllo computerizzato nelle serre industriali. Qui sono spesso presenti sistemi automatici di apertura controllati da unità di controllo climatico che regolano numerosi parametri: temperatura, umidità, ventosità, etc. Un altro sistema per il controllo del clima molto diffuso è quello per l’ombreggiamento che consente di ridurre l’irraggiamento solare all’interno della serra quando la radiazione solare risulta eccessiva; la tecnica può essere attuata con schermi esterni o interni. I primi sono i più efficaci ma più complessi nel montaggio; vengono per questo motivo preferiti i secondi. Anche questo sistema può essere completamente manuale o più o meno automatizzato. Un altro sistema presente nelle serre industriali adatte in particolare a determinate specie floricole, ma anche orticole nel Nord Europa è quello dell’illuminazione artificiale, che interviene al contrario dell’ombreggiamento in caso di scarsa illuminazione o al fine di soddisfare determinati fabbisogni fotoperiodici.
Esistono due trend generali di sviluppo nella realizzazione delle serre. Il primo punta verso serre semplici, con bassi consumi energetici, dove si preferisce che la coltura si adatti all’ambiente esistente.
Il secondo trend è indirizzato invece alla costruzione di serre sofisticate, con un alto grado di meccanizzazione e robotizzazione, dove le condizioni climatiche sono invece adattate ai fabbisogni della coltura; queste sono le serre che troviamo più di frequente nel Nord Europa.

Serre più Vendute Online

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