Calamondino o Mandarino Nano – Coltivazione, Esposizione e Potatura

Il calamondino, noto anche con il nome di mandarino nano, è una pianta da agrumi sempreverde appartenente originaria dall’Asia sud orientale, ottenuta da un’ibridazione tra il mandarino comune e il mandarino cinese o kumquat.

Si presenta come un piccolo albero spesso coltivato in vaso, dove arriva ad un’altezza di circa un metro, mentre in campo aperto può raggiungere anche i 4-5 metri. Se lo spazio a disposizione è sufficiente, ad esempio un terrazzo piuttosto grande, scegliendo un vaso di maggiori dimensioni la pianta può comunque arrivare ad un’altezza di circa due metri.

Produce piccoli frutti dalla buccia di colore giallo arancio simili ai normali mandarini, dal gusto piuttosto amaro e molto acido, utilizzati per produrre conserve, marmellate e canditi, e molto apprezzati per il loro effetto decorativo. Coltivato in vaso, come pianta da appartamento, il calamondino mantiene a lungo i frutti, con la possibilità di creare piacevoli e suggestive scenografie.

Esposizione e Tipo di Terreno

Per potere essere coltivato in terreno aperto, il calamondino richiede una temperatura mite e un clima gradevole e temperato. Deve essere collocato in una posizione esposta al sole, ma riparata dalle correnti d’aria e dal freddo. Nelle zone in cui il clima non permette la coltivazione in esterno, può essere lasciato nel vaso e mantenuto in casa dall’autunno fino alla primavera, visto che riesce ad adattarsi facilmente alle condizioni climatiche di un appartamento riscaldato.

Risulta essere importante mantenerlo lontano da fonti di calore, come radiatori o stufe, e dalle correnti d’aria ed evitare gli sbalzi di temperatura. In estate si raccomanda di trasferirlo all’esterno, in una posizione lievemente ombreggiata, per facilitare il trasporto dei vasi più grandi, è utile ricorrere ad un portavasi dotato di rotelle.

Il terreno migliore per il calamondino è piuttosto alcalino, drenato bene e ricco di sostanze nutrienti. Se coltivato in vaso, la soluzione migliore è quella di utilizzare un substrato per piante da agrumi e di sistemare la pianta in un vaso di terracotta del diametro di 30 o 40 centimetri.

Successivamente, il calamondino può essere rinvasato in autunno o a fine inverno, in un contenitore leggermente più grande. La capacità di questa pianta di adattarsi anche a vasi relativamente piccoli, producendo un’abbondante quantità di frutti, la rende particolarmente adatta anche per ottenere splendidi bonsai.

Se coltivata in terreno aperto, la pianta del calamondino deve essere interrata in buche profonde circa mezzo metro con uno strato drenante sul fondo e un’abbondante quantità di concime naturale. Il periodo migliore per interrare le piante è la primavera.

In una zona dove il clima, per quanto non sempre caldo, non arriva mai ad essere molto rigido, il calamondino sistemato in grossi vasi di pietra è adatto per decorare un cortile, un porticato o un patio. Anche in questo caso occorre prestare attenzione che la pianta riceva i raggi del sole per almeno 6 o 8 ore al giorno.

Irrigazione e Concimazione del calamondino

Le piante di calamondino coltivate in campo aperto devono essere irrigate regolarmente il primo anno dopo essere state interrate. Successivamente, l’irrigazione è necessaria soprattutto nei mesi più caldi dell’estate, in caso di piogge molto scarse. Per quanto riguarda le piante coltivate in vaso, l’irrigazione è necessaria in tutti i mesi estivi, e nei momenti in cui la terra inizia ad apparire piuttosto asciutta.

Nel periodo in cui la pianta viene trasferita in casa, se l’ambiente in cui si trova non è riscaldato, l’annaffiatura può essere meno frequente. Visto che richiede sempre un certo livello di umidità, è opportuno sistemare il vaso in un portavaso pieno di ghiaia mantenuta costantemente bagnata.

Il concime più adatto alle piante coltivate in campo aperto è lo stallatico organico naturale, anche in polvere. Per le piante in vaso è necessario ricorrere ad un fertilizzante specifico per piante da agrumi decorativi, da somministrare a fine inverno e a fine estate. L’ideale è un concime ricco dei sali minerali indispensabili per questo tipo di piante, fosforo, azoto e potassio.

Potatura

In genere il calamondino non richiede alcuna potatura, con l’esclusione dei rami secchi o danneggiati, è sufficiente lasciare che l’albero sviluppi la propria forma naturale provvedendo soltanto, se necessario, a spuntarlo leggermente per mantenerlo compatto.

Gli innesti devono essere effettuati verso la fine dell’estate, di solito il calamondino viene innestato sull’arancio trifoliato o, nelle produzioni agricole più ampie, su alcune specie di limone. Le piante da appartamento reperibili nei vivai sono in vendita già innestate.

Fioritura e Fruttificazione del calamondino

Il calamondino in primavera produce una grande quantità di fiori bianchi e profumati, che si trasformano successivamente in piccoli frutti arancioni, dal caratteristico aspetto dei mandarini i quali, pur avendo un retrogusto molto amaro, sono commestibili e possono essere utilizzati per la preparazione di canditi, mostarda e liquore.

I frutti non raccolti restano molto a lungo sulla pianta, creando un bellissimo effetto decorativo.

Possibili Problemi

Le piante di calamondino sono soggette soprattutto ad essere infestate dal ragnetto rosso, dalla mosca bianca e dalla cocciniglia, che devono essere necessariamente trattati con prodotti antiparassitari specifici.

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