Come Scegliere il Migliore Troncarami

In questa guida spieghiamo come scegliere il migliore troncarami.

Se la tua casa ha intorno del verde, o se hai la fortuna di poterti dedicare ad un pezzo di terra, sai già che gli attrezzi non bastano mai. Soprattutto in giardino, forbici, vanghe, zappe e segacci, si usano di continuo. Altro strumento indispensabile, per lavorare in alto, è la scala. Ma la prudenza consiglia, e l’esperienza insegna, che, piuttosto che le scale, è meglio un troncarami. Vediamo cosa risulta essere e come funziona.

Caratteristiche Troncarami

Un troncarami è una forbice per tagliare i rami alti. Ne puoi trovare di vari tipi, con meccanismi, costi e particolari diversi, ma, fondamentalmente, il suo scopo è quello di evitare che tu debba cimare alberi e siepi, lavorando su una scala pericolosamente instabile.

Il primo strumento, che trovi facilmente, sia nei negozi per attrezzi agricoli che in rete, è il troncarami con la forbice a mezza luna, e i manici allungati. I manici sono lunghi poco più di un braccio, e la forbice è simile a quella per potare, con la differenza che le lame sono più robuste, per darti una presa maggiore.

Le prime forbici di questo tipo avevano i manici in ferro tubolare verniciato. Poi, negli anni 80, arrivarono quelle con i manici di alluminio, molto più leggere. Anche la lama, che nei primi modelli era in ferro, fu sostituita ben presto con una cesoia di qualità.
Sono degli ottimi strumenti, per potare i rami a un paio di metri di altezza, e per tenere in ordine le cime delle siepi. Ma il loro primo utilizzo fu tra i filari degli alberi da frutto, e tra le vigne a tendone, per la raccolta.

Con l’arrivo dei trattori la raccolta, soprattutto dell’uva da vino, venne parzialmente meccanizzata. Infatti si faceva passare, tra i filari delle pergole, piantati a doppio sesto, il cassone, a rimorchio del trattore. Nel cassone venivano fatti cadere i grappoli alti, troncandoli direttamente con questo forbicione dai manici allungati.

Quello con il manico telescopico arrivò dopo, e il suo uso passò dalla vigna al frutteto, sia per troncare le cime dei rami più alti che per raccogliere la frutta soda, cioè quella che poteva essere lasciata cadere, stendendo sotto una rete o un telo.

La meccanica del troncrami, col manico telescopico, è abbastanza semplice. In cima al manico c’è una doppia lama. Una fissa, e l’altra mobile su un perno, con una leva, manovrabile da terra, tramite un cordino. Si poggia la lama fissa sul ramo, si tira il cordino e la lama mobile si appoggia, preme e taglia.
In questo gioco di lame, corde e leve, ovviamente lo sforzo da terra, soprattutto se il ramo è grosso, non sempre è sufficiente a troncarlo di netto. Infatti questo strumento è decisamente più indicato per la raccolta della frutta, dovendo tagliare solo il picciolo.

Per fare in modo che il troncarami a corda fosse in grado di lavorare rami più grossi, e magari ad altezze superiori, gli fu aggiunto un ingranaggio a cricchetto di demoltiplica dello sforzo. Comunque sempre applicato alla leva manuale.
Grazie alla demoltiplica, il troncarami si dimostrò uno strumento più funzionale. Fu aggiunta anche la testa snodabile alle lame, in modo da potere orizzontare meglio il taglio, e la possibilità di sostituire le lame a mezzaluna, buone per i rami verdi, con quelle a battente, per tagliare i rami secchi.

Dal forbicione con i manici lunghi, al troncarami sul palo telescopico, con demoltiplica a cricchetto e testina snodabile, siamo passati da uno strumento polivalente, abbastanza artigianale, ad un attrezzo specializzato nella potatura, a 4 o 5 metri d’altezza.
Un attrezzo più comodo grazie al gioco di leve, più agile per la testina snodabile, più versatile avendo lame intercambiabili, e più leggero col suo palo in alluminio. Non rimaneva che motorizzarlo con un comando a terra, che eliminasse lo sforzo di tirare il cordino, o di azionare la leva.

Il troncarami a motore segue lo stesso principio di quello a leva, con la differenza che lo sforzo, applicato alla forbice, viene esercitato da un motore a batteria. Nei modelli professionali, invece, il collegamento è alla motrice del trattore. Veri e propri robot per la raccolta e la potatura automatica. A questo punto vediamo quale troncarami può tornarti davvero utile.

Come Scegliere un Troncarami

Se devi cimare una siepe alta, 2 o 3 volte l’anno, il forbicione, con i manici lunghi in alluminio, è più che sufficiente. Scegli però un modello che abbia la possibilità di sostituire le lame, e regolarne la distanza. Controlla che abbia anche gli ammortizzatori, e sia totalmente di alluminio.

Se hai alberi alti, e vuoi raccogliere la frutta comodamente da terra, prendi il troncarami telescopico col cordino, e stendi tra gli alberi una rete per la raccolta. Se devi fare delle operazioni di pota e cimatura, scegli quello col demoltiplicatore e il cricchetto, e la leva al manico. Ma se hai un giardino, allora compra quello col motore a batteria, perché sono soldi spesi nel modo giusto.

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